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Lavoro e Carriera6 novembre 2026

Voto minimo diploma per concorsi pubblici: cosa conta davvero

Il voto minimo del diploma per partecipare ai concorsi pubblici è 60/100, cioè la sufficienza. Non esiste uno sbarramento legato al voto: la legge delega 124/2015 lo vieta. Questo non significa che il voto non conti mai, ma quasi sempre il requisito vero è avere il diploma, non averlo preso con un voto alto.

Il voto minimo per i concorsi pubblici: basta la sufficienza

Per accedere alla maggior parte dei concorsi pubblici è sufficiente aver conseguito il diploma con il voto minimo di 60/100. I bandi non possono richiedere un voto specifico come condizione di ammissione. La legge 124/2015, all’articolo 17, punto d, ha abolito la possibilità di inserire nei bandi uno sbarramento per voto.

Se hai preso 60 alla maturità, quindi, puoi partecipare. Il tuo titolo vale quanto quello di chi ha preso 100, almeno per l’ammissione. Quello che conta, prima di tutto, è averlo, il diploma.

Perché la legge ha cancellato lo sbarramento per voto

La scelta del legislatore è chiara: il voto di uscita non deve diventare un filtro che esclude persone capaci. Il principio è che il titolo di studio, non il voto, attesta le competenze minime per partecipare a un concorso. Per questo i bandi indicano il titolo richiesto, ma non un voto minimo.

Esiste un’eccezione che riguarda la laurea, non il diploma: il Tar del Lazio, con la sentenza 2 maggio 2018 n. 4782, ha ritenuto legittimo richiedere un voto minimo di laurea di 105/110 per alcune posizioni di particolare responsabilità. Anche in quel caso si tratta di una valutazione caso per caso, non di una regola generale. Per il diploma, invece, non risultano sbarramenti di questo tipo.

Se il tuo dubbio riguarda un bando specifico, sappi che la risposta esatta dipende da quanti anni ti mancano, dalla tua età e dal lavoro che fai. Il modo più veloce per chiarire il tuo caso è farlo calcolare a un tutor nella videochiamata gratuita.

Quando il voto può ancora contare: preselezioni e fasce di punteggio

Anche se non può escluderti, il voto può entrare in gioco quando le domande sono moltissime. In questi casi alcune amministrazioni possono fare una scrematura iniziale basata sul voto, dividendo i candidati in fasce bassa, media e alta e assegnando punteggi diversi. Non è una regola automatica: dipende dal singolo bando e dalla discrezionalità dell’ente.

Questo meccanismo serve a gestire numeri elevati di candidati prima delle prove. Non è uno sbarramento all’ammissione, ma un modo per ordinare le domande. Se il tuo voto è basso, puoi comunque partecipare, ma potresti partire con qualche punto in meno in una fase preliminare.

Carabinieri, Poste, Polizia: il voto fa differenza?

Per i concorsi di Carabinieri, Polizia di Stato e Poste Italiane non esiste un voto minimo specifico: vale la regola generale del 60/100. Anche lì il voto non ti esclude. In alcuni bandi, però, il voto di diploma può essere valutato come titolo, con punteggi che variano in base alla fascia.

Se punti a uno di questi concorsi, la cosa più importante è controllare il bando ufficiale e verificare se il voto rientra tra i titoli valutabili. Nel dubbio, non fermarti: avere il diploma è comunque il primo passo.

Requisiti generali per partecipare ai concorsi pubblici nel 2026

Oltre al diploma, i requisiti generali per accedere ai concorsi pubblici, in vigore dal 14 luglio 2023 e validi anche nel 2026, sono:

  • cittadinanza italiana o di un altro Stato dell’Unione Europea;
  • maggiore età;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • idoneità fisica, se richiesta dal bando;
  • possesso del titolo di studio richiesto dal bando.

Questi requisiti valgono per quasi tutti i concorsi. Ogni bando può aggiungerne altri, ma il voto del diploma non rientra tra quelli generali.

Per approfondire come il diploma incide sui concorsi pubblici, leggi quanto vale il diploma nei concorsi pubblici: 3 verità.

Se non hai il diploma: da esterno si può, ecco come

Se il tuo vero ostacolo non è il voto ma il diploma che non hai ancora, puoi ottenerlo da candidato esterno. La legge lo consente con requisiti chiari, indicati nel D.Lgs. 62/2017, articolo 14, comma 1. Basta uno di questi:

  • compiere 19 anni entro l’anno solare dell’esame e aver assolto l’obbligo di istruzione;
  • avere la licenza media da un numero di anni almeno pari alla durata del corso scelto, a qualunque età;
  • avere un altro titolo di durata almeno quadriennale del vecchio ordinamento o un diploma professionale di tecnico.

Chi è iscritto a scuola e vuole passare da esterno deve smettere di frequentare entro il 15 marzo. In ogni caso, gli esami si sostengono in presenza, come previsto dalla legge.

Un percorso come quello di NowDiploma ti fa studiare online, con videolezioni e un tutor che ti segue. Puoi organizzarti anche se lavori su turni. NowDiploma non ti iscrive all’esame, perché l’iscrizione la fai tu con il tuo SPID, ma ti prepara e ti supporta con tutta la burocrazia.

Quanto tempo serve per recuperare il diploma e concorrere

Il tempo dipende da quanti anni ti mancano. In un anno di percorso si preparano al massimo due anni di scuola. Se hai solo la licenza media, ti servono circa tre anni. Se hai finito la terza, puoi fare quarta e quinta insieme e arrivare al diploma in un anno.

Per capire il tuo caso concreto, il primo passo è una videochiamata gratuita di 60 minuti con un tutor. In quella call vedi quanti anni ti mancano, come organizzarti e quali rate sono previste.

Se vuoi prepararti ai concorsi pubblici del 2026, ricorda che il diploma è il primo requisito: approfondisci con concorsi pubblici 2026: il diploma è il primo requisito.

Il passo concreto è semplice: non lasciare che il dubbio sul voto o sul diploma ti fermi. Controlla il bando, verifica i requisiti e, se ti manca il titolo, inizia a pianificare il recupero. Una videochiamata gratuita con un tutor ti aiuta a capire esattamente da dove parti e quanto tempo ti serve.

Domande frequenti

Qual è il voto minimo del diploma per partecipare ai concorsi pubblici?

È sufficiente il 60/100, cioè la sufficienza. I bandi non possono richiedere un voto più alto come requisito di ammissione, perché la legge lo vieta.

Il voto basso alla maturità può escludermi da un concorso?

No, non può escluderti. Può però influire in una fase di scrematura se le domande sono numerose, con punteggi diversi per fasce di voto. Non è automatico: dipende dal bando.

Il voto del diploma conta per la graduatoria finale?

In alcuni concorsi il voto può essere valutato come titolo, con punteggi che variano in base alla fascia. Non esiste una regola unica: bisogna controllare il bando specifico.

Posso partecipare ai concorsi per Carabinieri, Polizia o Poste con 60?

Sì, il voto minimo resta 60/100 per tutti i concorsi pubblici, inclusi quelli di Carabinieri, Polizia e Poste. Il voto non ti esclude, ma in alcuni bandi può dare punteggio.

Come si recupera il diploma da adulti se non ce l'ho?

Puoi farlo da candidato esterno se rientri in uno dei requisiti del D.Lgs. 62/2017, come avere 19 anni entro l'anno solare o avere la licenza media da un numero di anni adeguato. Gli esami si svolgono in presenza. Puoi prepararti online con un tutor.

Quanti anni servono per prendere il diploma da esterno?

In un anno si preparano al massimo due anni di scuola. Con la sola licenza media servono circa tre anni; chi ha finito la terza può fare quarta e quinta in un anno.

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