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Autocertificazione diploma per concorso: 3 errori da evitare

L'autocertificazione del diploma per un concorso è una dichiarazione sostitutiva prevista dal D.P.R. 445/2000. Ecco come compilarla, quali errori evitare e quando serve il riconoscimento per i titoli esteri.

Autocertificazione diploma per concorso: 3 errori da evitare

Se stai partecipando a un concorso e il bando ti chiede di allegare il diploma, quasi sempre puoi presentare un’autocertificazione al posto dell’originale. È una dichiarazione sostitutiva di certificazione, prevista dal D.P.R. 445/2000, con cui attesti di aver conseguito il titolo. In questa guida vediamo come compilarla senza errori e cosa fare se ancora non hai il diploma.

Autocertificazione diploma per concorso: cos’è e quando serve

L’autocertificazione è un documento con cui dichiari, sotto la tua responsabilità, di possedere un titolo di studio. Non è una fotocopia del diploma e non sostituisce il documento originale: attesta per legge che lo hai conseguito. La puoi usare nei concorsi pubblici e, dal 15 settembre 2020, anche nei rapporti con i privati (D.L. 76/2020, convertito in L. 120/2020).

Devi usarla quando il bando ti chiede di produrre il diploma o un titolo di studio equivalente. In molti casi il bando accetta espressamente ‘autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000’. Alcune amministrazioni chiedono anche la copia del diploma, ma l’autocertificazione è sempre valida.

I 3 errori da evitare nella compilazione (per non farsi escludere)

Nei bandi recenti, molti candidati vengono esclusi per errori formali nell’autocertificazione. I tre più frequenti sono:

  • Omettere il voto finale. Il modello ufficiale della Funzione Pubblica include il campo per il punteggio conseguito. Se il bando lo richiede, devi indicarlo: il voto spesso determina punti in graduatoria.
  • Sbagliare i dati del titolo. La denominazione esatta del diploma, l’istituto scolastico e l’anno di conseguimento devono corrispondere a quanto risulta agli atti. Un refuso può far scattare la verifica e, a volte, l’esclusione.
  • Dimenticare la firma o il documento. La firma non va autenticata, ma va apposta in originale. Devi allegare copia di un documento d’identità valido, altrimenti la dichiarazione è irregolare.

Come compilare l’autocertificazione passo passo: tutti i dati obbligatori

Per compilare correttamente l’autocertificazione, segui questi passi:

  • In alto scrivi i tuoi dati anagrafici completi: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale.
  • Dichiara di essere consapevole delle sanzioni penali in caso di dichiarazioni false (art. 76 D.P.R. 445/2000).
  • Indica la denominazione esatta del diploma, ad esempio ‘Diploma di istituto tecnico commerciale’, l’istituto scolastico che lo ha rilasciato, l’anno di conseguimento e il voto finale.
  • Se il bando lo richiede, aggiungi altre informazioni come la sezione o l’indirizzo di studio.
  • In fondo, firma e allega copia di un documento d’identità in corso di validità.

La dichiarazione è esente da imposta di bollo (art. 37 D.P.R. 445/2000), quindi non devi pagare nulla. Ricorda: l’autocertificazione attesta un titolo già conseguito. Se il diploma cartaceo non ti è stato ancora consegnato, puoi comunque autocertificarlo, perché il titolo esiste a seguito dell’esame.

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Voto del diploma: perché va indicato e come influisce sul punteggio del concorso

Nei concorsi pubblici, il voto del diploma può valere punti. Spesso i bandi assegnano un punteggio che cresce con il voto finale. Per questo molti bandi chiedono espressamente di indicare il voto nell’autocertificazione.

Se non lo indichi, l’amministrazione può considerare il titolo come ‘senza voto’ e assegnarti il punteggio minimo, oppure chiederti un’integrazione. Il consiglio è di controllare il bando: se è richiesto il voto, riportalo esattamente come sul diploma, compresi i centesimi se presenti. Se vuoi capire quanto può valere il tuo diploma nei concorsi pubblici, leggi la guida su Quanto vale il diploma nei concorsi pubblici.

Cosa dice la legge: DPR 445/2000, esenzione bollo e obbligo di accettazione

La base normativa è l’art. 46 del D.P.R. 445/2000, che elenca i certificati sostituibili con l’autocertificazione, tra cui il titolo di studio. La Pubblica Amministrazione è obbligata ad accettarla: rifiutarla costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art. 74). Inoltre:

  • Non serve autenticare la firma e non devi firmare davanti a un funzionario. Basta allegare la copia del documento d’identità.
  • Non si paga l’imposta di bollo (art. 37).
  • Dal 15 settembre 2020, l’autocertificazione è valida anche con soggetti privati, non solo con la PA.

Se un ente ti chiede il diploma originale al posto dell’autocertificazione, puoi ricordargli che la legge impone di accettarla.

Dichiarazioni false: decadenza dai benefici e sanzioni penali

Chi rilascia dichiarazioni mendaci decade dai benefici eventualmente ottenuti con il provvedimento basato sulla dichiarazione (art. 75 D.P.R. 445/2000) e incorre nelle sanzioni penali previste dall’art. 76. In pratica, se vinci il concorso ma il voto o il titolo dichiarato non corrisponde alla verità, perdi il posto e rischi conseguenze penali. Trattandosi di un documento ufficiale, la falsità può configurare reato. Meglio controllare due volte i dati prima di firmare.

Titoli esteri e autocertificazione: quando serve il riconoscimento

Se hai conseguito il diploma all’estero, non puoi semplicemente autocertificarlo come se fosse un titolo italiano. L’autocertificazione ha valore solo se dichiari un provvedimento italiano di riconoscimento o di equipollenza del titolo straniero. In assenza di tale riconoscimento, l’ente può rifiutare l’autocertificazione e chiederti il titolo originale con traduzione e legalizzazione. Se stai pensando di partecipare a un concorso con un titolo estero, prima verifica presso il Ministero dell’Istruzione o l’ufficio scolastico competente se devi ottenere l’equipollenza.

Non hai ancora il diploma? Non puoi autocertificarlo (ma puoi prepararti in tempo)

L’autocertificazione serve solo per titoli già conseguiti. Se stai frequentando l’ultimo anno, oppure hai interrotto gli studi e non hai ancora sostenuto la maturità, non puoi dichiarare di avere il diploma. Anche se il concorso scade a novembre 2026, la domanda può essere presentata solo da chi possiede il titolo alla data di scadenza.

Se ti mancano uno o più anni di scuola, la strada è prima ottenere il diploma. NowDiploma offre un percorso online per recuperare gli anni scolastici e prepararsi alla maturità come candidato esterno. Si studia con videolezioni e un tutor, organizzando lo studio anche se lavori. Il primo passo è una videochiamata gratuita di 60 minuti con un tutor per capire quanti anni puoi recuperare e in quanto tempo. Puoi anche consultare i concorsi di novembre 2026 per diplomati per pianificare il tuo obiettivo.

Prima di inviare la domanda, rileggi il bando e controlla i dati che hai scritto nell’autocertificazione: denominazione esatta del diploma, anno, voto, firma e documento. Se invece non hai ancora il diploma, non lasciare che il prossimo concorso ti scappi: prenota la videochiamata gratuita con un tutor di NowDiploma e scopri come ottenere il titolo nel minor tempo possibile.

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Domande frequenti

Cosa scrivere nell'autocertificazione del diploma per un concorso?

Devi indicare i tuoi dati anagrafici, la denominazione esatta del diploma, l'istituto che lo ha rilasciato, l'anno di conseguimento e il voto finale quando richiesto. In fondo devi firmare e allegare copia di un documento d'identità valido.

Va indicato il voto del diploma?

Sì, di solito va indicato, perché nei concorsi il voto può dare punteggio. Se il bando lo richiede, riportalo esattamente come sul diploma, compresi i centesimi. Se non lo indichi, potresti perdere punti.

Serve allegare la copia del documento d'identità?

Sì, è obbligatorio allegare una copia di un documento d'identità in corso di validità. La firma sull'autocertificazione non va autenticata e non serve firmare davanti a un funzionario.

L'autocertificazione sostituisce il diploma originale?

Sì, per la presentazione della domanda. L'amministrazione è obbligata ad accettarla al posto del certificato originale. Puoi usarla anche se il diploma cartaceo non ti è stato ancora consegnato, purché tu abbia già superato l'esame.

Quanto costa l'autocertificazione?

Nulla. È esente da imposta di bollo ai sensi dell'art. 37 del D.P.R. 445/2000. Non devi pagare alcun costo per predisporla.

Posso autocertificare un diploma conseguito all'estero?

Solo se hai già ottenuto il riconoscimento o l'equipollenza in Italia. In caso contrario, l'autocertificazione non è sufficiente e dovrai produrre il titolo originale con traduzione e legalizzazione.